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Azzeruolo (Crataegus azarolus)
È un piccolo albero appartenente alla famiglia delle Rosacee, imparentato con il biancospino. Originario delle regioni orientali del Mediterraneo e del Vicino Oriente — in particolare Turchia, Caucaso, Iran e Levante — si è diffuso nei secoli anche in Europa meridionale, dove oggi cresce in modo sporadico. In Italia si trova soprattutto nelle zone collinari del Centro-Sud e in vecchi poderi o frutteti dimenticati, raramente, come questo esemplare, in contesti del tutto naturali e di origine spontanea, non piantati od innestati su biancospino comune. Raggiunge i 4-6 metri, con chioma espansa e rami spinosi. Le foglie, lobate e dentate, ricordano quelle del biancospino, ma più grigie e lanugginose. In primavera produce fiori bianchi profumati, che attirano api e impollinatori. I frutti maturano in autunno: piccoli pomi gialli, rossi o arancio, a seconda della varietà, dal sapore delicato e lievemente acidulo. Ricchi di vitamina C, i frutti dell’azzeruolo erano usati in marmellate, conserve e sciroppi. Avevano fama di essere digestivi e rinfrescanti. Oggi, pianta dimenticata ma rustica, merita di essere riscoperta per il suo valore storico e ornamentale.

